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Dec
17th
Mon
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La baia dei pirati (some Alela your way comes)

Ci fu un Carnevale, perso da qualche parte nei miei ricordi di fanciulla, per cui mi comprai un vestito da piratessa. Il nome sulla scatola, me lo ricordo, era “Wanda La Piratessa” ma inquisiti sull’attinenza di tale dicitura i miei genitori, parenti ed amici mi mostrarono un’espressione perplessa. Così mi rassegnai all’idea di restare all’oscuro circa la storia di Wanda, che intrpretai in un paio di feste in maschera con tanto di monocolo, probabilmente in assenza di un paio di denti da latte.
Imparai, nel tempo, che questa Wanda doveva essere stata una donna molto coraggiosa, che teoricamente le donne non erano ben accette ai pirati ed anzi si diceva che averle sulle navi portasse sfortuna. Ma oggi se ripenso a questa fantomatica eroina della mia infanzia, penso che avrebbe potuto avere le fattezze di Alela Diane, che ha scritto quel gran bel disco che va sotto il nome di The Pirate’s Gospel ed è in streaming integrale su Vitaminic. Forzate il vostro polpastrello sul link ed ascoltatevelo, se vi va. Io l’ho amato perdutamente già da quando uscì, nel settembre del 2006, anche se arriva da noi con un anno e passa di ritardo. Ma il bello è che non ha neanche bisogno di essere tirato a lucido per scintillare. Ai tempi ne scrissi su Blow Up (doveva essere il numero 101); su Vitaminic, allora, ne scrisse Fabio.